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Valeria Golino firma la regia de

Valeria Golino firma la regia de "L'Arte della Gioia"

Uno sfavillante gioiello cinematografico con un cast di attori bravissimi. Tratto dal romanzo di Goliarda Sapienza il film è trasmesso da Sky ed affascina al primo impatto

Giovedi, 06/03/2025 - Goliarda Sapienza è una scrittrice divisiva. C'è chi trova il suo romanzo fiume "L'arte della gioia" un'opera noiosa, inconcludente, confusa, poco digeribile e interrompe il libro prima di arrivare in fondo alla storia. C'è invece chi trova la sua scrittura innovativa ed i suoi messaggi acuminati di una attualità sconvolgente, esaltando i pregi del romanzo che l'ha resa famosa.
Su una cosa, però, tutti concordano. E cioè sul fatto che la miniserie tratta dal suo romanzo, per la regia di Valeria Golino, e in onda su Sky, è un capolavoro o gioiello del cinema italiano che dir si voglia.
Il romanzo fu scritto tra il 1967 e il 1976 e fu rifiutato per anni perché ritenuto immorale. Invece trattava di tematiche troppo avanti per i tempi in cui fu scritto, tanto è vero che fu pubblicato solo nel 1998 dalla casa editrice Stampa Alternativa.
La protagonista è Modesta, una fanciulla povera ma sveglia, che nasce simbolicamente il primo gennaio 1900 in Sicilia. La storia affascina e disturba, perché spregiudicata. Modesta è figlia di un padre incestuoso e di una povera madre vittima impotente del suo consorte e della società patriarcale del tempo. Dopo avere abusato della figlia, la casa va a fuoco e nell'incendio periscono il padre, la madre e la sorella disabile. Modesta viene accolta in un lussuoso convento dell'aristocrazia siciliana. Qui instaura un legame morboso e complesso con la giovane madre superiora, con un epilogo tragico.
Passa dunque nella lussuosa villa della principessa Gaia, una nobile piemontese fissata col bello. Da questo momento, usando le persone con le armi dell'astuzia, dell'ipocrisia e dell'opportunismo, questa geniale e irredimibile antieroina, comincia la sua scalata verso la ricchezza ed il successo, determinata a carpire la sua parte di gioia, sempre e comunque. Non importa se, per farlo, debbano morire persone, se lei debba rubare e imbrogliare e se debba attraversare letti, conventi e palazzi seducendo donne e uomini, usando il suo corpo come strumento di potere e di piacere personale.
La regista, Valeria Golino, firma un prodotto di tutto rispetto, coinvolgente nell'azione e visivamente splendido, grazie alla sapiente fotografia di Fabio Cianchetti.
Il cast è formato da attrici e attori di eccezionale bravura, come Jasmine Trinca (madre Leonora), Valeria Bruni Tedeschi (la principessa Gaia), Alma Noce (la figlia lesbica Beatrice) e la giovane Tecla Insolia (Modesta).

(Articolo sul film pubblicato qui , ndr)

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