Pestaggi, femmicidi e accoltellamenti: la cronaca ci parla e si impone
Tante notizie raccontano di violenza e inumanità, ma anche di reazioni smisurate che coinvolgono in particolare molti giovani. Occorre una lettura della complessità di questi fenomeni per comprenderne le ragioni
Martedi, 01/04/2025 - Il femminile di giornata. cinquantadue / Pestaggi, femmicidi e accoltellamenti: la cronaca ci parla e si impone
La cronaca riportata dai giornali, in generale nell’informazione tutta, rappresenta quelle notizie che accompagnano e segnano la vita dei cittadini, la quotidianità delle comunità, prevalentemente fatta di eventi eclatanti che per lo più divengono notizia quando sono negativi e drammatici.
E’ risaputo come la normalità non faccia clamore anche quando eccelle nell’esprimere positività o straordinarietà. Poche parole per dire che la cronaca ci ha abituati, quasi a dare per scontato, di trovare disastri imprevisti (umani e naturali), violenze familiari, fattacci i più imprevedibili che ci indignano e poi passano come fossero “normali” dopo uno stupore che in fondo minimizza.
Nel tempo, fortunatamente, qualche tema ricorrente e tanto significativo come il femminicidio, purtroppo sempre all’ordine del giorno, è riuscito a imporre un racconto a cui legare la ricerca dei perchè e di come combatterlo: legislazione, azioni preventive e altro di più. Collegare, analizzare i singoli casi per comprendere quali siano le profonde ragioni che scatenano la violenza maschile su quella che viene considerata la “propria” donna. Riflessioni e considerazioni che avrebbero l’ambizione di trovare risposte su cui lavorare per arginare la drammaticità del fenomeno stesso. Ma se questo è vero, ossia capire perché certi fenomeni accadono, non sottovalutarli e preoccuparsi di dare il giusto risalto rispetto alla ricerca di antidoti; quanto sta avvenendo rispetto alla violenza, come risposta ad azioni e avvenimenti di cui in particolare sono protagonisti dei giovani e giovanissimi, impone sempre di più che certe notizie, per usare i giornali come riferimento, passino dalla cronaca ad occupare le pagine della politica e delle politiche.
Mentre scrivo, l’ultimo telegiornale ha dato aggiornamenti su due notizie collegate ai due ultimi fatti del mese appena concluso che parlano da soli.
E’ il 29 di marzo quando a Frascati un ragazzino di 14 anni affronta “un amico” che hadue anni più di lui; è infuriato perché (come abbiamo letto) non gli aveva pagato i 60 euro stabiliti per il giubbotto che gli aveva venduto e, per questo, lo accoltella colpendolo vicino al cuore. Lorenz, questo il suo nome, come ci confermano le notizie continua a lottare fra la vita e la morte all'ospedale diTor Vergata. Il quattordicenne, appena rintracciato presso la sua ragazza, si è dichiarato colpevole e ha persino aiutato a trovare l’arma; dai racconti sembra non essersi reso conto della gravità di ciò che ha commesso.
Pensando a Lorenz e alla sua lotta per la vita speriamo rimanga “solo” tentato omicidio. Ma la notizia è affiancata ad un'altra praticamente contemporanea: a Messina i Carabinieri hanno rintracciato e identificato il 22enne che ha ucciso Sara, sua coetanea, affrontandola con un coltello mentre usciva da una lezione universitaria dal Policlinico di Messina. Sara, deceduta nonostante l’immediato ricovero, aveva lasciato il ragazzo ma lui la tormentava e lei ne aveva paura. Fra le ragioni, impossibili da accettare di questo ulteriore accoltellamento ferale frutto di una rabbia omicida, pare possa esserci anche una frase che la ragazza aveva scritto su facebook : “Mi amo troppo per stare con qualcuno”.
Altri episodi terribili si accompagnano negli stessi giorni come la morte a Partinico, per un pestaggio, di un fruttivendolo sceso in strada per difendere il figlio attaccato da due uomini, che si sono fermati perché invitati a correre meno con la macchina.
Per non dimenticare ancora la giovane Noemi di Como la quale, scesa dalla macchina per vedere se fosse successo qualcosa ad un coniglio che pensava di aver colpito, è stata travolta e uccisa da un uomo alla guida ubriaco e con un piede ingessato e che non ha pensato di fermarsi; rintracciato dai Carabinieri ha inizialmente tentato di raccontare una bugia per salvarsi.
Purtroppo la lista non finisce neanche qui parlando dell’ultima settimana di marzo; ma penso che quanto ricordato sia sufficiente per farci riflettere su come e cosa fare di più per affrontare segni troppo diffusi e crescenti di inumanità, egoismo, leggerezza irresponsabile nei comportamenti. E’ urgente “studiare” per trovare risposte e impegni. Iniziando proprio dall’informazione che dovrebbe sempre più dare un peso alla cronaca, non come eventi che passano, ma quale termometro e indicatore di fenomeni che come il femminicidio vanno ben al di là dell’essere episodici ma raccontano molto di più - e non certo di positivo - di aspetti culturali vecchi e nuovi della società.
Paola Ortensi
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