In scena fino a domenica 16 marzo con la regia di Gabriele Vacis la comica e scrittrice attualizzando il dramma shakespeariano
Lella Costa, attrice, comica, cabarettista e scrittrice di grande successo, torna sulle scene con la ripresa della sua lettura di Otello di William Shakespeare, per la regia di Gabriele Vacis. Lo spettacolo, che ha debuttato 24 anni fa, vuole attualizzare il grande classico shakespeariano, pensandolo come una vicenda che potrebbe essere accaduta il giorno prima: un uomo, accecato dalla gelosia, uccide la moglie e poi si toglie la vita. Un dramma attualissimo, purtroppo, come sappiamo fin troppo bene. Lella Costa, che interpreta tutti i personaggi principali, cioè Otello, Desdemona,Brabanzio, Bianca, Jago, Cassio, Roderigo, Emilia, il Doge e molti testimoni senza nome che commentano la vicenda, indaga il percorso psicologico che il bardo illustra alla perfezione: un uomo integerrimo, valoroso, innamorato, dagli alti ideali che di colpo si trasforma in mostro, sospettoso, vendicativo, violento, che abbandona la razionalità che lo caratterizzava per cadere in un tranello senza fondamento e senza logicità. Di fronte a lui una donna decisa, determinata, coraggiosamente controcorrente, che quando capisce che il suo rapporto amoroso è inquinato dal sospetto ingiustificato e dalla sete di vendetta, decide di non scappare, di non difendersi, e si arrende alla furia cieca del marito.
Nonostante l’argomento cupo che è purtroppo parte del nostro quotidiano, oggi, come 24 anni fa e come 400 anni fa, sono anche molte le battute, gli ammiccamenti, i rimandi alle perfidie del nostro presente, nella mescolanza tra comico e tragico che è tipica della scrittura teatrale di Shakespeare e che così sapientemente Lella Costa sa alternare. Jago offre numerosi spunti in questo senso: il suo insistere sulla sua onestà, mentre sta evidentemente agendo in maniera disonesta, richiama strategie comunicative di oggi, il suo riuscire a dire banalità per avere sempre ragione e vincere il consenso generale richiama i giochi della politica attuale, il suo essereun avido manipolatore senza scrupoli lo rendono un personaggio immortale e onnipresente.
La drammaturgia, di Lella Costa e Gabriele Vacis, conduce con grande efficacia il pubblico in un’analisi testuale del capolavoro shakespeariano, invitando chi guarda ad entrare all’interno del testo, per capirne i meccanismi, l’uso sapiente di ritmi diversi per delineare i caratteri dei personaggi, l’utilizzo reiterato di certe parole, i silenzi, i balbettamenti e le goffaggini linguistiche che caratterizza l’ira, la delusione, la sconfitta. In questo, lo spettacolo è anche una efficace lezione di teatro, uno strumento di analisi di un testo teatrale che è un capolavoro di scrittura.
Gli applausi sono tanti per Lella Costa, beniamina del pubblico, nota per le sue apparizioni televisive e interpretazioni cinematografiche, estremamente versatile, che passa con disinvoltura dal rap al monologo serio, dall’accento veneziano a quello toscano, dal tragico al comico. Ma nella prima rappresentazione romana il pubblico ha battuto le mani anche in segno di solidarietà e incoraggiamento perché le interruzioni per mancanza di corrente o interferenze sonore hanno messo alla prova i nervi saldissimi della protagonista, pur non riuscendo ad intaccarne la performance. Il suo aplomb di fronte agli imprevisti del palcoscenico è stato a sua volta una lezione di professionalità. Lo spettacolo resta in scena al Vittoria fino a domenica 16 marzo.
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